Carabinieri e stranieri a Zingonia uniti contro il covid

carabinieri stranieri

Carabinieri e stranieri a Zingonia fanno fronte comune contro il Covid. Dopo la festa di natale organizzata l’anno scorso alle Quattro Torri dall’Arma e dalle associazioni “Assosb2” e “Ar-Rhama” la collaborazione tra l’Arma e i cittadini stranieri si fa sempre più stretta e, in questo particolare momento di emergenza, sta dando risultati eccezionali.

“Nel periodo di contingente difficoltà economica in cui, sempre più frequentemente, anziani e persone prive di mezzi di sostentamento si stanno trovando in una situazione finora sconosciuta – spiega il capitano della compagnia di Treviglio Filippo Testa – anche le diverse comunità di Zingonia portano la loro vicinanza ai più bisognosi. A far da volano a questa iniziativa, la Tenenza Carabinieri di Zingonia che, da tempo, lavora come trait d’union tra le diverse sensibilità etniche del territorio per migliorarne la vivibilità ed i servizi. Un compito apparentemente insolito che, nel tempo, sta dando i suoi frutti e che dopo l’abbattimento dei condomini Anna ed Athena di Ciserano, ha rafforzato l’attenzione sull’area circostante le quattro torri di Verdellino,, riqualificate nella pulizia, tanto quanto nell’attenzione che i residenti stessi ripongono nel mantenerla viva con iniziative benefiche e di sviluppo”.

È un risultato oggettivo e tangibile, frutto dell’impegno dell’Arma tanto quanto dell’associazione arabo-marocchina Ar Rhama, dell’Associazione Senegalesi e Bergamaschi (Assosb2) di Ciserano- Zingonia e della Comunità indiana, tutte impegnate nel dare continuità al progetto e sostegno concreto a coloro i quali, meno fortunati, vivono ancor di più gli stenti di una carenza di beni primari.

“Tutti insieme per aiutare il territorio” è quanto ci tiene a sottolineare Seck Cheikh Tidiane, presidente della Assosb2 che con la raccolta fondi avviata dall’associazione ha raccolto denaro da destinare alle famiglie indigenti ma anche alle strutture sanitarie.
Nelle diverse iniziative avviate dalle associazioni sono infatti stati raccolti complessivamente 11mila euro che hanno raggiunto con una sostanziosa donazione finanziaria sia il Policlinico San Marco che l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ma non solo: la contemporanea raccolta alimentare ha soddisfatto le prime necessità di oltre 400 famiglie, anche italiane,  con pacchi consegnati direttamente a domicilio ai bisognosi. Attività che, grazie all’impegno di Carabinieri e stranieri, vanno ad affiancarsi alla consegna di pasti per il personale sanitario e alla consegna di farmaci a chi ne ha bisogno.
“Iniziative che, nel tempo, produrranno ulteriori positivi risultati – conclude il capitano Testa – stante la disponibilità già dimostrata dai responsabili delle comunità ad effettuare donazioni di sangue a favore dei malati e per cui, in questi giorni, è in corso la prescritta procedura di accreditamento”.
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