Ema pesciolinorosso: incontro con papà Gianpietro

300 serate all’anno, più di 350 mila persone incontrate, 500 mila km percorsi in auto, 4 libri. questi sono i numeri di Ema Pesciolinorosso. Un’associazione fondata da Gianpietro Ghidini  che martedì sera ha incontrato ragazzi e genitori di Verdellino per raccontare la sua storia e quella di suo figlio.

Tutto partì da quel maledetto 26 novembre quando il figlio di Gianpietro  Ema (Emanuele), dopo una festa a base di alcool e LSD, si suicidò tuffandosi nelle acque burrascose del torrente Chiese, vicino a casa. Nel mentre papà Gianpietro racconta la sua storia, la sala partecipa in modo empatico. Ragazzi e genitori vengono trasportati in un viaggio interiore analizzando i comportamenti di tutti i giorni:  cose normali, apparentemente senza importanza, ma che si iniziano a considerare e valorizzare maggiormente dopo questo racconto doloroso.

Ema pesciolinorosso 300 serate, più di 350 mila persone incontrate, 500 mila Km in auto

Sì, perché per tutti noi c’è stato il maledetto appuntamento di lavoro di sabato che rimanda a mai una chiacchierata con il figlio, una richiesta di aiuto poco considerata, un rimprovero troppo duro, il dualismo che ci porta a misurare chi è il più forte. Situazioni normali che però diventano un fardello difficile da superare dopo un evento drammatico.

Eppure è stato proprio in  un momento di disperazione acuta che Gianpietro Ghidini  ha fondato l’associazione Ema Pesciolinorosso e ha  iniziato il percorso che lo ha portato in giro per l’Italia.

 Un viaggio lungo tutta la penisola per raccontare la sua storia, con l’obbiettivo di evitare che altri ragazzi e genitori compiano quegli stessi errori che si sono rivelati fatali per lui e per Ema.

Un racconto normale, di una famiglia come tante, quotidiano e umano,  che proprio grazie all’umanità con cui viene raccontato  fa sentire vulnerabili tutti i presenti in sala. Molto spesso infatti ci sentiamo distanti da sciagure simili annientando l’eventualità con il classico “non capiterà mai a me, non succederà mai a mio figlio”. Purtroppo questa è un’illusione:  il momento sbagliato, il posto sbagliato, la festa sbagliata possono capitare a tutti.

Gianpietro ha parlato di dialogo, di vita, di droga, di pornografia, senza mai additare nessuno, senza mai giudicare nessuno, raccontando semplicemente la sua storia.  Forse proprio il suo modo di porsi ha saputo tenere viva l’attenzione dei numerosi ragazzi adolescenti che erano in sala. Ragazzi che conoscono i problemi, che vivono e hanno vissuto momenti brutti e che hanno dato il loro contributo positivo alla serata.

Il momento sbagliato, il posto sbagliato, la festa sbagliata possono capitare a tutti

Un ringraziamento all’associazione dei genitori che ha organizzato questo evento: è stato un viaggio introspettivo per tutta la platea con tanta partecipazione, commozione e confronto.

Gianpietro ha saputo toccare le corde giuste.

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