Il messaggio di Liliana Segre ai giovani di Zingonia: mai arrendersi

Liliana Segre ai giovani
foto Ansa

Mai arrendersi. È questo il messaggio della senatrice Liliana Segre ai giovani di Verdellino e Zingonia. La lettera della senatrice,testimone della Shoah, è arrivata in occasione della cerimonia organizzata dal consiglio dei ragazzi il 26 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria. Ma il Sindaco Silvano Zanoli ha deciso di diffonderla solo ora, in occasione della Festa della Liberazione. Il messaggio di Liliana Segre ai giovani, in questo momento così particolare, sembra arrivarci con una forza ancora maggiore: mai arrendersi,mai perdere la speranza.

“Cari ragazzi – ha scritto Liliana Segre ai giovani di Verdellino che la avevano invitata alla cerimonia per la giornata della Memoria, vorrei essere con voi, guardarvi in volto, negli occhi, conoscere ognuno personalmente. Non è possibile e quindi ecco le parole che vorrei riportarvi a voce. Il mio impegno la mia missione è tramandare la memoria, in un mondo pieno di ingiustizie e l’unico vaccino contro l’indifferenza. Sui vostri monumenti alla Shoah non scrivete violenza, razzismo, dittatura e altre parole ovvie, scrivete indifferenza: perché nei giorni in cui ci rastrellarono, più che la violenza delle SS e dei loro aguzzini fascisti, furono le finestre socchiusedel quartiere, i silenzi di chi avrebbe potuto gridare anziché origliare dalle porte a ucciderci, prima ancora del campo di sterminio. Oggi è passato tanto tempo, quasi tutti testimoni sono morti e tra poco nessuno di noi sarà in vita. Dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ripetersi. Ricordare è sempre importante. Il razzismo non hai mai sopito, oggi riemerge molte forme, così come l’indifferenza generale, quando senza nome eravamo noi ebrei. Oggi percepisco la stessa indifferenza per quelle centinaia di migranti che muoiono nel Mediterraneo, vorrei che tutti partecipassero completa e umana commozione altra ma di tanti bambini resi orfani e adulti perseguitati o cacciati di casa, ora come allora. Io sono una nonna, ho tre nipoti maschi, i miei gioielli. Quando sono diventata nonna del primo, Edoardo, ho capito che era arrivato il momento di iniziare a parlare, raccontare la mia storia. Lo faccio per questo e milioni di persone che non hanno potuto tornare a raccontare. Voi ragazzi siete i miei nipoti ideali, dopo tanti anni vi conosco bene come interlocutori, siete un pubblico straordinario, attentissimo, la vera eredità di testimonianza. Finché avrò fiato continuerò a portare il mio messaggio tra voi. Non posso pensare che tutti diventerete “Candele della Memoria” ma se anche solo uno coglierà il testimone, saprò che ne valsa la pena. La violenza, l’odio, la vendetta non devono mai avere il sopravvento sulla vostra umanità. Nella mia storia parlo di morte, di orrore e di odio, ma racconto anche la forza travolgente della vita e il ripudio la vendetta e alla violenza. Non dite mai: non ce la faccio, siamo fortissimi e dentro di noi se ce l’hanno energie sconosciute. Il mio messaggio mi invita non dimenticare la tragedia l’orrore che stata la persecuzione razziale, ma vuole essere un invito a non perdere mai la speranza e a camminare, una gamba davanti all’altra. Che la marcia che vi aspetta se la marcia della vita. Un abbraccio a tutti”.
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