Le scuole di Zingonia e la didattica a distanza: intervista ai presidi

Didattica a distanza Zingonia

Manca meno di un mese alla fine della scuola, un anno scolastico decisamente inconsueto contrassegnato dall’utilizzo della didattica a distanza. Ma come se la sono cavata le nostre scuole di Zingonia di  fronte a questa sfida? Lo abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici che hanno evidenziato punti di forza e difficoltà delle nostre scuole costrette a reinventarsi quasi completamente a causa della pandemia.

“In questa situazione di emergenza – ha detto il dirigente scolastico di Ciserano e Boltiere Gaetano Marciano – ci siamo dovuti adattare alla didattica a distanza che, in ogni caso, non credo potrà mai sostituire le lezioni tradizionali. Si sono presentate diverse criticità che le famiglie ci hanno segnalato e alle quali,almeno in parte, abbiamo cercato di rimediare. Per chi ha più figli è ovviamente difficile seguire tutti quanti: l’impegno è notevole e spesso ci sono anche difficoltà a livello di supporti informatici o di connessione. Innegabile è poi la necessità, soprattutto dei più piccoli, di sentire la presenza fisica delle maestre e di avere con loro una interazione”. Il comune di Ciserano ha però voluto venire incontro il più possibile alle famiglie, tanto è vero che dopo un breve stop allo scoppio dell’epidemia sono ripresi i servizi di assistenza educativa, sempre da remoto, per gli studenti più fragili.

“Abbiamo ripreso anche tutti i servizi di assistenza educativa per gli studenti più fragili da remoto”

Le difficoltà legate alla carenza di strumenti tecnici e di connessione internet adeguata sono state registrate da tutti gli istituti scolastici che si sono attivati per raggiungere tutte le famiglie e colmare il cosiddetto digital divide, grazie alla distribuzione di dispositivi in comodato d’uso per seguire le lezioni.  Le modalità di lezione con la didattica a distanza sono state analoghe in tutti i nostri istituti comprensivi:  lezioni in diretta video per i più grandi e materiali da poter guardare con più libertà per i più piccoli. Questo sia per chi, come Verdello e Verdellino, utilizzava già il web in supporto alla didattica tradizionale sia per chi invece era avvezzo solamente al registro elettronico.

“Ci stiamo inventando criteri di verifica e didattica diversi da quelli soliti”

“Come scuola – ha spiegato il dirigente di Verdellino Eugenio Mora – utilizzavamo già da tre anni parte delle funzionalità di Google Suite for Education. E quelle stesse risorse si adattano molto bene alla didattica a distanza, sia sincrona che asincrona. I ragazzi già sapevano come muoversi e i docenti erano già formati. La didattica a distanza non è la stessa cosa di quella in presenza. Le famiglie sono pesantemente implicate ma non tutte sono debitamente attrezzate sia sul piano tecnologico che su quello culturale. Anche per questo motivo ci stiamo inventando criteri e modalità di verifica, oltre che di didattica, diversi da quelli canonici. Come scuola posso dire che abbiamo raggiunto un buon compromesso”. 

“A fine febbraio eravamo già pronti con la didattica a distanza” 

Infrastrutture e approccio già votato all’innovazione anche a Verdello, da dove la professoressa Antonella Pignatiello è stata intervistata da “Porta a Porta” proprio per spiegare come la scuola, nelle primissime settimane, stesse affrontando l’emergenza. “A fine febbraio eravamo già pronti con la didattica a distanza – ha spiegato il dirigente verdellese Angelo Gueli – già da qualche anno avevamo intrapreso la strada dell’innovazione tecnologica. Non è stato comunque facile: un conto è utilizzare l’innovazione come sistema integrato, un altro è avere la didattica a distanza come unico metodo. Le difficoltà ci sono state, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello di natura sanitaria e sociale. Per questo motivo abbiamo nominato un assistente tecnico che faccia da supporto alle famiglie degli studenti di  Verdello, Verdellino, Ciserano, Boltiere e dell’istituto Aldo Moro di Dalmine”.

“Credo le le scuole, difronte all’emergenza Covid-19 abbiano reagito bene. Meriterebbero una valutazione migliore rispetto ai luoghi ” 

“Il nostro istituto comprensivo – ha detto invece la preside di Osio Sotto Mirka Agostinetti – non aveva nessun progetto che prevedesse l’utilizzo del web nella didattica. Nelle prime settimane abbiamo utilizzato quindi il registro elettronico come piattaforma per l’e-learning. Ma già dall’inizio di marzo ci siamo attrezzati con altre piattaforme, diversificando l’offerta sulla base dell’età degli studenti, dall’infanzia alla secondaria. In tutti gli ordini di scuola è stata fondamentale la collaborazione dei rappresentanti dei genitori e posso dire che la risposta in generale è stata positiva. Non va dimenticato però che la scuola non insegna solo le conoscenze ma anche a stare insieme, a rispettare le regole e le persone. Tutto questo è venuto sicuramente a mancare. Nonostante questo credo che le nostre scuole, di fronte a questa emergenza, abbiano meritato una valutazione migliore rispetto a quanto non dicano i luoghi comuni. E’ stato un grande sforzo e un grande impegno per tutti, ma credo che alcuni aspetti di questo modo di fare didattica potranno anche in futuro accompagnare, anche se non sostituire, l’insegnamento in presenza”.

“Le difficoltà maggiori sono state: la carenza di infrastrutture tecnologiche e le connessioni internet”
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